Archivio per la categoria ‘Uncategorized’

Di nuovo online

21 Gennaio 2008


Ok, forse questa volta ci siamo.
A quanto pare il pc della taverna aveva più problemi di quanti ne avevo previsti…. e dunque è stato necessario riportarlo per l’ennesima volta in assistenza.

Di tutto questo ovviamente ne ha risentito proprio questo spazio, che nell’ultima settimana è stato trascurato fin troppo… ma già da stasera tornerò ad animare la taverna con storie, film, libri, fumetti e tutto ciò che gira intorno alla mia vita.

Che al momento definire incasinata è dire poco…

Almeno è tornato il pc. Ed è già un buon segno.

Diritto d’ignoranza

11 Gennaio 2008


Sarò onesto: ci ho pensato mille volte prima di aprire un post interamente dedicato all’ignoranza. Non credo sia un argomento semplice da affrontare, per nessuno. Non sto scherzando, perché sotto sotto, tutti noi siamo ignoranti riguardo ad alcune cose… dunque, da che pulpito puoi metterti a giudicare gli altri?

Io ammetto di essere ignorante su alcune questioni. E non credo ci sia nulla di male nel dire che qualcosa non si conosce… è un modo per affrontare la realtà, ammettere serenamente i propri limiti e tentare, se possibile, di migliorarsi. In modo che non si facciano passi più lunghi della gamba… perché a quel punto, se cadi, fai talmente tanto rumore che costringi tutti a girarsi per vedere che cos’è successo.

La vicenda che sto per raccontarvi è accaduta qualche giorno fa nel più fantastico dei mondi possibili: l’Italia.

Durante il test per l’ammissione di 380 nuovi magistrati, se ne sono presentati ben 43.000. Tantissime persone, penserete voi… eppure, di questi 43.000, quasi tutti sono stati respinti. Solo in 320 hanno passato il concorso, non arrivando nemmeno alla quota prefissata di 380 persone. E tutti gli altri? Bocciati, per gravi errori d’ortografia e per un livello molto basso di preparazione all’esame.

Ovviamente in molti hanno puntato il dito contro le Università, colpevoli (a detta di molti) di non preparare al meglio gli studenti… Onestamente, non credo che sia tutta colpa del sistema d’istruzione del nostro Paese.

Proviamo a eliminare il fattore economico di questa cosa… perché inevitabilmente c’è. In tanti la laurea se la comprano, oppure arrivano alla tesi con metodi sicuramente poco “universitari”, per poi trovare anche una piccola spinta una volta arrivati a un passo dalla conclusione del ciclo di studi.

A me non interessa e non voglio giudicare nessuno… per quanto mi riguarda, ognuno può fare quello che crede e ritiene più opportuno per la sua vita. Sul serio.

Però qui si tratta di magistratura e nel bene o nel male, è un qualcosa che coinvolge tutti… e non è possibile che uno arrivi a fare un concorso facendo vari errori di ortografia.

Vuol dire che ci sono aspiranti magistrati che non sanno dove va messa l’”H”? No, dai… c’è veramente qualcosa che non va. E nonostante tutto, ho ancora troppa stima di questo Paese per pensare che una cosa del genere sia vera.

Mah.
Per fortuna oggi è venerdì e siamo alle porte di un nuovo fine settimana… nella mia profonda ignoranza, mi apro una birra e continuo a scrivere di quello che accade nei pressi della mia vita.
Sperando di non fare errori d’ortografia.

…E alla fine, tutto torna come prima.

6 Gennaio 2008


Ok, finalmente la grande sbornia collettiva delle festività natalizie si è conclusa…. tra giorni di vacanza, uscite senza sosta con amici e donne, non ho praticamente mai avuto un secondo libero. Se a questo aggiungiamo che ho anche ripreso a lavorare da un paio di giorni, direi che il quadro perfetto per impazzire c’è tutto… ma alla fine mi sono divertito.

Questa “pausa natalizia” non è andata esattamente come volevo, ma alla fin fine, poche cose vanno nella direzione sperata. Tuttavia, come vi dicevo, devo ammettere di essermi divertito. Ho fatto una serie di cose totalmente inedite per me (tipo andare a pattinare sul ghiaccio… lo ammetto, non riesco a dire di no a una bionda) e rivisto qualche amico che non vedevo da tempo.

Da oggi si riparte ufficialmente con la vita caotica di tutti i giorni, dunque mi toccherà affrontare nuovamente il traffico, le riunioni, il mondo e soprattutto la ripresa del campionato di calcio… il periodo di sosta ha fatto bene a tutti (tifosi compresi), ma ora è tempo che il grande circo del pallone si rimetta in moto, con tutte le sue gioie e dolori.

Mentre aspetto che il mondo mi travolga con tutta la sua prepotenza, mi metto alla finestra della taverna, sorseggio la solita birra e scrivo con il dito “2008″ sul vetro appannato.
Una ragazza con cui sono uscito mi ha detto che “anno bisesto, anno funesto”… E che dunque c’è poco da fidarsi di quest’anno. Sarà… ma al momento rappresenta il futuro immediato, una nuova sfida da vivere e possibilmente da vincere.
Contro il destino, contro le regole, contro me stesso.

Le luci di Natale si spengono, si accendono quelle del domani.

Alla vostra!

I giapponesi stanno veramente avanti…

21 Dicembre 2007

GIAPPONE: MINISTRO DIFESA, PRONTI A COMBATTERE GLI UFO

Gli Ufo non solo esistono ma il Giappone ha allertato le proprie forze armate per rispondere a un’eventuale attacco. Lo ha annunciato il ministro della Difesa di Tokio, Shigeru Ishiba, secondo quanto riporta il ‘Taipei Times’: “Non ci sono elementi per escludere che gli Ufo esistano e che alcune forme di vita li controllino”, ha dichiarato sottolineando che si tratta di sue convinzioni personali. In ogni caso “verifichero’ se l’esercito nipponico sia in grado di affrontare un attacco alieno”. Ishiba e’ il secondo membro del governo Fukuda a pubblicizzare la sua fede negli alieni. L’altro era stato martedi’ il capo di gabinetto del governo Nobutaka Machimura.

Dormi amore, la situazione non è buona.

17 Dicembre 2007

Prendo spunto dal titolo dell’ultimo album di Celentano (visto che di recente un’amica mi ha paragonato a lui…) per riportare una notizia sulla quale bisognerebbe riflettere.

Secondo il New York Times, gli italiani sono un popolo depresso: ecco perché.

Roma, 13 dic. – (Adnkronos/Ign) – Il ”malessere” dell’Italia sul ‘New York Times’. In una lunga corrispondenza da Roma, il quotidiano americano parla della ”depressione collettiva”, dall’economia alla politica alla società, che sembra aver colpito il nostro Paese. Un Paese ”che tutto il mondo ama perché è vecchio ma ancora affascinante”. La questione è che, nonostante sia ”adorato all’estero e nonostante tutti i suoi innati punti di forza, l’Italia non sembra amarsi e gli italiani sono il popolo meno felice dell’Europa occidentale”.

”Per la maggior parte, i problemi non sono nuovi e questo è il problema”, sottolinea il ‘New York Times’, secondo cui l’Italia ne è preda da così tanti anni che nessuno sembra sapere ”come cambiare o se sia ancora possibile”. Senza contare che quelli che erano i punti di forza dell’Italia “si stanno trasformando in debolezze”. Così, per esempio, le piccole e medie imprese si trovano a dover combattere con l’economia globalizzata e con la competizione cinese.

I problemi sono così grandi che l’ambasciatore americano a Roma, Ronald Spogli, ha avvertito del rischio di un diminuito ruolo internazionale dell’Italia e di difficoltà nel rapporto con Washington. ”Devono tagliare l’edera cresciuta intorno a questo fantastico albero vecchio di 2.500 anni che minaccia di ucciderlo”, ha detto Spogli al quotidiano. Ma l’impressione che emerge è che ”il malessere nasca dalle poche speranze di tagliare quell’edera e questo rende gli italiani tristi e arrabbiati”, osserva il ‘New York Times’. Una rabbia di cui si è fatto portavoce nei mesi scorsi Beppe Grillo con il suo grido ‘Basta’ rivolto a tutte le forze politiche e al ’sistema’ e che ha trovato uno sfogo nei bestseller dell’anno, ‘La Casta’ e ‘Gomorra’, scrive il giornale. Che poi dedica qualche riga ai due protagonisti del panorama politico italiano, Romano Prodi e Silvio Berlusconi, cui gli italiani non sembrano attribuire quella capacità di cambiare necessaria in questo momento.

In un contesto del genere, non stupisce quindi che ”il 70% degli italiani tra i 20 e i 30 anni vivano ancora a casa, condannando la giovinezza ad un’estesa e improduttiva adolescenza, mentre molti delle menti più brillanti, come i poveri di un secolo fa, lasciano l’Italia”, commenta il giornale che dedica un intero paragrafo del suo reportage al problema generazionale.

E un paragrafo è dedicato alla ‘Vendita del concetto di Italia’, vendita che si è fatta più difficile dopo la morte di Luciano Pavarotti, almeno a sentire un ragazzo intervistato dal ‘Times’, secondo cui dopo la scomparsa del tenore ”ci sono rimasti solo la pizza e la pasta”. Certo, è vero che ”non ci sono nuovi Rossellini, Fellini o Loren, ma ci sono la Ferrari, la Ducati, la Vespa, Armani, Gucci, Piano, Illy, Barolo”, elenca il giornale.

Il problema però è che ”gli imprenditori lamentano di essere soli: i politici offrono poco aiuto per rendere l’Italia competitiva e questo resta l’ostacolo principale. L’imprenditoria vuole meno burocrazia, più leggi sulla flessibilità del lavoro e maggiori investimenti nelle infrastrutture per favorire il movimento delle merci”.

L’Italia, è la chiosa del ‘New York Times’, se non cambia rischia di fare la fine della Repubblica di Venezia: ”Bloccata dalla grandezza del passato, con gli anziani turisti a fare da incerta fonte di vita”, potrebbe diventare la ‘Florida d’Europa’.

Concorda con l’analisi pubblicata dal quotidiano americano il senatore Renato ‘Ron’ Turano, eletto per l’Ulivo nella circoscrizione Estero-Nord America, che oggi ha visitato il Palazzo dell’Informazione del Gruppo Gmc-Adnkronos in Piazza Mastai

”L’Italia si muove in modo abbastanza cauto – dice Turano – Qualche volta vorremmo vedere le cose muoversi molto più velocemente e questo non succede”. ”Però – sottolinea il senatore, imprenditore di successo negli Usa e che vive a Chicago – noi abbiamo grandissimi valori, non ho nessuna perplessità nel senso che ne usciremo. Probabilmente ci vorrà un’altra generazione per cambiare alcune cose, ma i nostri sono giovani sono molto preparati”.

Mancava solo lui…

16 Dicembre 2007

 

…e alla fine, Sly ha deciso di colmare questo grande vuoto, regalandoci l’ultimo capitolo della saga di RAMBO. Probabilmente una delle più amate saghe cinematografiche di tutti i tempi, insieme a 007, Rocky, Star Wars, Indiana Jones e probabilmente anche Ritorno al Futuro.
Sicuramente sono tra le mie preferite… e onestamente, sono curioso di vedere questa nuova avventura della macchina da guerra per antonomasia.
Non appartengo al partito di quelli che pensano che siano inutili remake o sequel totalmente svuotati dal loro significato… penso che se alcune pellicole vengono fatte con lo spirito adatto e la giusta dose di professionalità, possano ancora dire la loro.

Facciamo un esempio: a me Rocky Balboa è piaciuto. Eppure alla vigilia, non solo era stato criticato, ma ricordo che venne accolto con qualche sorrisetto di scherno… e invece, tutto sommato era un filmetto godibile.
Certo, nulla a che vedere con i primi, straordinari, capitoli che Stallone realizzò nel 1976. Questo è chiaro. Però è stato un epilogo giusto, un omaggio alla grande saga che è stata in passato e una sorta di saluto ai tanti fan del personaggio.

Discorso diverso lo meritano 007 e Batman, invece. Per quanto riguarda questi due personaggi (e per il Cavaliere Oscuro ovviamente parliamo SOLO della versione cinematograsfica), le case di produzione hanno deciso di mettere un punto su quella che era stata la precedente “gestione” e ripartire da capo, per presentare sì lo stesso personaggio, ma pronto per il nuovo Millennio. Un’operazione che in entrambi i casi ha funzionato, per fortuna.

Ora tocca a Rambo… comunque vada, spero di uscire dal cinema divertito. Ovviamente non mi aspetto né un capolavoro né un film indimenticabile… vorrei comunque divertirmi con sparatorie, inseguimenti nella giungla e tante sane scazzottate.

Sì, sono un coatto. 

Bentornato, Rambo.

Nuovi poster

15 Dicembre 2007

Continua la promozione in vista del nuovo film su Batman.
Questi sono due nuovi poster promozionali rilasciati dalla Warner, per il mercato internazionale…. il conto alla rovescia continua…

Fumo di Londra

11 Dicembre 2007

Alla fine pare ce l’abbia fatta.
Capello, dopo essersi platealmente candidato alla guida della nazionale inglese durante una telecronaca dell’Italia (!), è pronto ad affrontare questa nuova avventura, che lo porterà direttamente alla Coppa del Mondo che si terrà in Sud Africa nel 2010.

A un certo punto sembrava quasi un bambino che voleva per forza il giocattolo nuovo dalla mamma. Lo ha urlato ai quattro venti, «Voglio allenare l’Inghilterra, ho l’età giusta» ha tuonato l’allenatore di Pieris.
Lo ha detto alla Rai, alla BBC e alla stampa spagnola. Che non c’entra niente direte voi, ma che un esperto di comunicazione e marketing come don Fabio sa bene di non poter trascurare.

Onestamente un po’ la cosa mi ha sorpreso. Non che lui potesse prendere in considerazione l’idea di allenare la nazionale di sua maestà, quanto il fatto che per la prima volta nella sua carriera non si sia fatto corteggiare, ma abbia praticamente implorato di avere una possibilità come commissario tecnico.

Ora, tralasciando l’opinione che si può avere di un tecnico con un curriculum oggettivamente impressionante (ovunque sia andato ha vinto, c’è poco da fare), io continuo a non capire come possa un allenatore di un altro Paese andare ad allenare la squadra di una nazione che non è la sua.

Che Capello non abbia mai avuto bandiere è cosa ormai nota anche ai sassi (e qui ricordiamo la celebre frase «Non allenerò mai la Juventus, è una scelta di vita») però qui non si tratta di una “semplice” squadra di club.
Qui si tratta di cantare l’inno, di cercare di portare sul tetto del mondo una bandiera che non sarà mai la sua… neanche a dire che ha vissuto a Londra per 20 anni, e allora si potrebbe appellare a un’affezione nata col tempo.

Boh. Fatto sta che Mister Fabio giovedì con tutta probabilità sarà il nuovo ct inglese, con buona pace di alcuni giornalisti che già lo vedevano al posto di Donadoni nel caso di mancata qualificazione all’Europeo del prossimo anno.

Chiariamoci: non è il primo allenatore che compie una scelta di questo tipo, altri sono andati a fare il ct da altre parti, pensiamo per esempio a Cesare Maldini o a Eriksson, che è stato sulla panchina inglese per molti anni, pur essendo svedese. Ma di casi del genere il calcio è pieno, alla fine più delle bandiere si sa che conta solo vincere. E dunque guadagnare.

Per la cronaca, Capello andrà a guadagnare 5,5 milioni di euro a stagione.

A questo punto, quali scenari si potranno aprire per il futuro?
Io credo sia piuttosto semplice: se Donadoni vince gli Europei, nulla o quasi cambierà.
Altrimenti, con un Mourinho che potrebbe sbarcare in Italia (probabilmente Milan), Ancelotti potrebbe coronare il suo sogno e portarci a difendere il titolo mondiale nel 2010 come ct azzurro in Sud Africa.

Dove potremmo trovare Mister Capello sparare a zero sull’Italia come solitamente fa quando si trova lontano dal nostro Paese…

Bah, l’unica cosa che mi dispiace è che perderemo un ottimo commentatore televisivo (oggettivamente una spanna sopra per i canoni Rai).

Assurdo…

7 Dicembre 2007

Giudice convoca Topolino e Paperino

Napoli, incredibile errore burocratico

Una banale svista o distrazione del cancelliere del tribunale di Napoli ha creato un caso paradossale. Topolino, Paperino (e la sua compagna more uxorio Paperina) e Titti sono stati convocati in qualità di testimoni nella causa per contraffazione nei confronti di un cinese. Ovviamente il vero destinatario della notifica era il legale rappresentante della Disney, ma stando così le cose al processo i testimoni non si sono potuti presentare.

Difficile dire se l’intera procedura giudiziaria è ora andata in fumo. Resta una magra figura per tutto il sistema processuale italiano. Il caso è partito dalla denuncia per un cittadino cinese di aver contraffatto marchi della Disney. Sequestrati gadget che raffiguravano appunto Topolino, Paperino e gli altri personaggi nati dalla fantasia (e matita) di Walt Disney. In questi casi, si convoca il legale rappresentante della ditta che ha subito il danno. La lettura frettolosa della notifica, o qualche altra distrazione, ha però fatto scrivere all’impiegato di turno la convocazione per gli allegri animaletti.

E la burocrazia, si sa, è lenta e implacabile: inutile i tentativi di fermare quella notifica che da Napoli è giunta fino a Milano per raggiungere gli esterrefatti legali della Disney Italia i quali altro non hanno potuto fare che rispedire al mittente la richiesta. Chissà se per capire come siano andate veramente le cose i protagonisti della vicenda non decidano di affidare le indagini al commissario Basettoni.

fonte: Tgcom

Onestamente non so se crederci veramente… io intanto riporto la news, perché è giusto che un po’ tutti la leggano.
Certo è che mi sarebbe piaciuto assistere a quell’udienza…

1-1

5 Dicembre 2007

Appena tornato dal viaggio-lampo.
Le impressioni sono state abbastanza positive… anche se speravo in qualcosa di più.
Diciamo che è stato un ottimo pareggio fuori casa, per usare un termine calcistico.

Sono a pezzi, domani magari vi dico qualcosa in più.