Archivio per la categoria ‘Euro2008’

E’ andata così.

23 Giugno 2008

Vi dico la verità.
Alla fine pensavo che ce l’avremmo fatta.

Nonostante Toni in 4 partite si sia mangiato 100 gol, nonostante Cassano continui a essere l’eterna promessa del calcio italiano (grandi numeri, sì, ma stringi stringi… che rimane?), nonostante la sfiga che ci ha perseguitati sin dal primo giorno di ritiro a Coverciano, con l’infortunio a Cannavaro.

Alla fine un modulo più o meno adatto a questa squadra era stato trovato: meno estro e fantasia, più muscoli e cervello. Ce l’hanno messa tutta quelli che sono scesi in campo, la qualificazione la volevano e si poteva tranquillamente prendere… ma alla lunga, alcune cose le paghi.

La codizione fisica deficitaria, ad esempio. Oppure una guida tecnica poco carismatica, che alla fine avrà pure concluso la partita con 3 punte, ma è anche vero che non si è capito perché non ha voluto rischiare Borriello per Toni. L’attaccante del Bayer in questo mese scarso è stato l’ombra di se stesso e almeno nei supplementari si sarebbe potuto provare il giocatore del Milan, il quale non avendo giocato nemmeno 1 minuto dall’inizio della competizione, magari avrebbe messo in campo una rabbia e una freschezza che nel numero 9 non siamo proprio riusciti a vedere.
Ma ovviamente buttare la croce addosso a Toni sarebbe stupido, i problemi sono altri è chiaro.

Chiariamo una cosa: la Spagna ha meritato il passaggio ai quarti, hanno avuto molte più occasioni di noi e un possesso palla quasi snervante. Non è una squadra di fenomeni, ma al momento è chiaramente superiore a un’Italia che non è riuscita a smaltire le scorie del campionato, delle polemiche e degli sbagli del commissario tecnico. Per non parlare della fortuna, generosa e abbondante in Germania nel 2006 e totalmente assente in Austria e Svizzera nel 2008…  e vabbè. È andata così.

Da domani probabilmente si volterà pagina, con Abete che potrà finalmente cacciare Donadoni (non l’ha mai sopportato, se l’è ritrovato e ha fatto buon viso a cattiva sorte) e annunciare il ritorno di Lippi, con cui la Federazione ha ben più di una stretta di mano.
Un accordo di massima c’è già e alcune voci dicono che se fosse dipeso interamente dal presidente della FIGC, molto probabilmente il cambio di guida tecnica ci sarebbe stato verso l’inizio del 2008.

Ma queste sono voci e discorsi vuoti, chiacchiere da bar.
Ora che nessuno però provi a prendersela con De Rossi o Di Natale: loro il coraggio di andare sul dischetto ce l’hanno avuto e non è certo per colpa loro se siamo usciti.
Mancava la cosiddetta “fame” sportiva, quella ti fa correrre, dannare, sputare e correre ancora, anche dopo il fischio dell’arbitro. Perché le motivazioni, nel calcio come nella vita, sono tutto.

E adesso?
Adesso qui alla Taverna abbiamo deciso di tifare per l’unico, grande conoscitore di calcio presente agli europei: Gus Hiddink, il “mago”.
Ha insegnato (questo è il termine adatto) calcio in Corea del Sud, Australia e Russia… e proprio con quest’ultima squadra sta facendo riconciliare tanti sportivi al gioco del calcio. Quello vero, fatto di passaggi stretti, sovrapposizioni, grinta e ordine.
Quest’anno però ha un qualcosa in più rispetto alle altre manifestazioni: una squadra di talento. Se fosse lui ad alzare la Coppa d’Europa, sarebbe una vittoria pazzesca.

L’Italia s’è desta

17 Giugno 2008

…E alla fine, ce l’abbiamo fatta.
Contro ogni pronostico, un po’ di culo, tanta (ma tanta) “tigna” e l’aiuto dell’Olanda, passiamo ai quarti.

Partita tosta, nonostante la superiorià numerica, ma fin dall’inizio l’Italia aveva fatto capire che per la prima volta, da quando è iniziato quest’europeo, era scesa in campo col piglio giusto, determinato e grintoso.
Donadoni alla terza non sbaglia e mette gli uomini giusti al posto giusto, disegnando finalmente un modulo adatto ai giocatori che ha a disposizione.

Evidentemente le tante critiche dei giorni passati lo hanno indotto a studiare meglio: la situazione, gli uomini e gli avversari. Ha buttato giù la terza formazione in tre partite, riuscendo finalmente e in extremis a trovare  la famosa quadratura del cerchio… Ma a nulla sarebbe servita l’impresa azzurra senza la grande prova dell’Olanda, che in un colpo solo zittisce sia chi l’accusava preventivamente che avrebbe giocato la partita senza impegnarsi, sia chi ancora non crede che gli orange siano effettivamente forti. 

Poi il rigore, la botta di De Rossi, la deviazione di Henry e l’ennesimo rosicamento di quel gran simpaticone di Domenech hanno fatto la storia di un 17 giugno che poteva essere amaro ma che è stato più dolce di “biscotto”.

Alla fine, se andiamo a ben vedere, abbiamo vinto con un rigore e una deviazione, è vero. Ma almeno fino a domenica, godiamocela, senza esaltarci ma consapevoli di avere margini di miglioramento.
La Spagna fa paura, ma ora almeno sembriamo più squadra.
Una squadra che non può prescindere da Daniele De Rossi, determinante in ogni parte del campo e indubbiamente uno dei leader di questa nazionale.

Piccola nota negativa, Luca Toni. Nonostante sia stato messo solo davanti al portiere per 4-5 volte, non riesce più a buttarla dentro. La forma continua a latitare, speriamo che la vittoria di ieri sera abbia dato un rinnovato entusiasmo al bomber… perché i suoi gol servono come il pane.
Se fosse stato in forma come un paio di mesi fa, finiva sul serio tanto a poco…

Donadoni, quanto sei brutto

10 Giugno 2008

Non ci siamo proprio.
E’ stata sicuramente la peggior partita dell’Italia degli ultimi anni, probabilmente paragonabile alle prime dell’europeo 2004, quello di Trapattoni.

La scelta di schierare un 4-3-3 è stata un vero e proprio suicidio, considerando il fatto che la difesa era a pezzi. Sarebbe stato molto meglio coprirsi un po’ e tentare di attaccare ragionando, invece di andare tutti all’assalto come un’improbabile armata Brancaleone senza capo né coda.

In un precedente post dedicato agli Europei, avevo apertamente preso le parti di Donadoni, troppo spesso criticato anche ingiustamente. Ma nella partita di ieri è stato veramente indifendibile, una formazione senza senso buttata in pasto ai leoni.
Attenzione: non abbiamo affrontato una squadra di fenomeni, ma 11 giocatori a cui è stato dato in primis un’impianto di gioco e in seconda battuta un minimo di organizzazione… cosa che l’Italia non ha minimamente avuto.

Il centrocampo faceva acqua da tutte le parti (Ambrosini???) e invece di mettere dentro una “diga” come De Rossi, capace all’occorrenza di fare anche il difensore aggiunto, che fai? Continui con un’atteggiamento degno del miglior Carlos Bianchi.

Faccio fatica a salvare qualcuno da questo Olanda-Italia, probabilmente Grosso è stato quello che ha avuto qualche guizzo interessante, insieme a Zambrotta. Il resto è da dimenticare.
Buffon ha chiesto scusa ai tifosi, era il minimo.

Non prendiamoci in giro, l’europeo è compromesso e servirà un miracolo. Nella prossima partita, contro la Romania, mi piacerebbe vedere una formazione più equilibrata e magari veder giocare chi sta veramente in forma… e non solo chi ha la raccomandazione in tasca.

Rimboccatevi le maniche e cercate di onorare quel tricolore che portate sul petto.

Piccola nota a margine (lo so, oggi sono polemico): i commentatori Rai… ascoltarli è veramente fastidioso. Civoli è imbarazzante.

La Taverna degli europei

2 Giugno 2008

Ci avviciniamo a grandi passi verso uno di quegli eventi nazional-popolari a cui proprio non possiamo rinunciare: Il campionato europeo di calcio per nazionali… conosciuto molto più semplicemente come “Europei”.

Dopo un’attenta analisi, ho deciso che anche qui alla Taverna seguiremo l’evento, provando a commentare, di volta in volta, le partite che più ci hanno colpito. O magari anche solo i fatti più curiosi e strani che ruoteranno attorno alla manifestazione… non necessariamente il tutto sarà legato all’Italia, anche se gli azzurri avranno – ovviamente – un ruolo di primo piano.

Ovviamente questo non toglierà spazio nè ai racconti (che di tanto in tanto continuerò a pubblicare) nè alle varie notizie che in genere sottopongo alla vostra attenzione. Sarà uno spazio tutto nuovo, che durerà un mese esatto.

Lo so, lo so.
Gli europei non hanno il fascino del mondiale. Francesco Totti non sarà il numero 10 di questa nazionale. Donadoni è brutto, antipatico, raccomandato e deve convivere con l’ingombrante ombra dell’ex ct Lippi, che oltre ad aver vinto la coppa del mondo aveva anche un rapporto piuttosto buono con la stampa.

Cosa che al momento, l’attuale commissario tecnico non ha. E questo è innegabile.

E allora dalla sua parte ci sto io.
Perché sarà anche stato messo sulla panchina della nazionale dai suoi cosiddetti “amici” (Albertini in primis), ma ha dimostrato di avere carattere, vincendo con determinazione la classifica di qualificazione e buttando nella mischia giovani di talento, cercando di mettere su una squadra con meno stelle e più muscoli.
Certo, è chiaro che di errori ne ha commessi parecchi… Cassano, per esempio.
Siamo sicuri che potrà essere veramente l’arma in più degli azzurri? Ovviamente lo speriamo tutti, se il barese è in forma e soprattutto ci sta con la testa, ha pochi rivali al mondo. Ma i suoi comportamenti sono sempre stati il suo limite e per poco non gli bruciavano la carriera.
Speriamo abbia capito la lezione.

Borriello.
In campionato ha segnato parecchi gol con la maglia del Genoa, alcuni di questi anche molto belli. Ma siamo sicuri possa avere l’esperienza necessaria per affrontare una competizione del genere? Fisicamente si appresta ad essere il vice-Toni, ruolo davvero non semplice. Io, in una competizione del genere, non avrei rinunciato a Inzaghi.

De Rossi.
Niente scherzi, mister. Qui parliamo del miglior centrocampista italiano e il suo ruolo dev’essere davanti alla difesa, titolare. Magari con Pirlo come compagno di reparto… ma la coppia di centrali dev’essere questa.

Insomma, di cose da dire ce ne sono parecchie.
Se vorrete, noi siamo qui… ci trovate vicino al bancone, con le birre, il Corriere dello Sport e una maglia numero 10 poggiata su una sedia.

PS: Valentina, assidua lettrice di questo blog nonché esperta maga/fattucchiera/astrologa/tuttologa ha emesso la sua sentenza: vincerà una squadra con la maglia celeste e bianca.

Meno male che la Lazio non si è potuta iscrivere al torneo…