La notizia è di quelle che non ti aspetti, un fulmine a ciel sereno che provoca un rumore talmente forte che è impossibile non accorgersi dell’evento.
La Walt Disney Company acquista Marvel Entertainment per l’incredibile cifra di 4 miliardi di dollari. Questo vuol dire che una volta finalizzato l’acquisto, la casa di Topolino diventerà proprietaria di marchi storici come Spider-Man, X-Men, Hulk e tanti altri ancora. Un’operazione (che tuttavia deve ancora ricevere l’ok dall’antitrust) che ha letteralmente stupito il mondo e che apre la porta a una serie incredibile di opportunità che ora sembrerebbero spalancarsi per i personaggi creati da Stan Lee.
Nessuna azienda al mondo è paragonabile alla Disney in quanto a produzioni per l’intrattenimento infantile. Recentemente, è anche riuscita a “varcare” leggermente questa soglia, arrivando sino all’età dell’adolescenza con progetti diventati cult tra i giovanissimi come Hanna Montana o High School Musical (entrambi nati come serial tv e poi arrivati sul grande schermo, rivolti prevalentemente a un pubblico femminile), successi planetari che non hanno fatto altro che confermare come lo storico marchio americano sia una vera e propria macchina da guerra in quanto a distribuzione e diffusione dei propri prodotti. Se bambini e ragazze sono ormai diventati una certezza per il fatturato Disney, c’era bisogno di personaggi in grado di catturare l’attenzione anche di adolescenti e adulti: guarda caso proprio il target a cui si rivolge la Marvel.
L’acquisizione di Marvel Entertainment (che comprende sia il brand Marvel Comics, che si occupa della realizzazione dei fumetti, sia Marvel Studios, l’etichetta che sviluppa film e cartoon) è importante per entrambe le società, le andrà progressivamente a migliorare e coprirà quei buchi che entrambe avevano fino a ieri. Giusto per fare un esempio: l’attività puramente editoriale della Disney, quella legata al fumetto, negli USA era diventata una cosa meramente marginale. Incamerando la Marvel, ora il settore legato ai comics non sarà più un problema, in quanto la società di Spider-Man è più attiva che mai proprio su questo versante. Questo vuol dire avere un ramo d’azienda tutto sommato a basso costo (le spese legate al fumetto sono sicuramente più basse rispetto a media come il cinema o la tv, in cui la Disney investe molto) e attingere all’elevato numero di creativi che ruota attorno al mondo dei comics per portare nuova linfa anche al settore cinematografico, televisivo e multimediale. Ovvero quello che – in soldoni – fa guadagnare.

Tornando all’aspetto creativo, una volta uscita la notizia mi è capitato di sentirne di tutti i colori: che la Disney in qualche modo andrà a snaturare i fumetti in corso, che ci saranno censure o che addirittura Paperino & Co. potrebbero ritrovarsi nelle storie dell’Uomo Ragno… Cerchiamo di stare calmi e ragioniamo un attimo. La casa del vecchio Walt generalmente lascia camminare le sue aziende con le proprie gambe (vedi Pixar, oppure il canale televisivo ABC, che ha contenuti adulti, le tante etichette hollywoodiane di cui è in possesso e che raggiungono un pubblico di tutte le età) e questo mi lascia piuttosto tranquillo. Vedremo sicuramente innovazioni legate alla distribuzione, alla promozione e all’incredibile mole di merchandising che inevitabilmente metteranno su… si tratterà insomma di una bella scossa per il mondo dei comics. Del resto anche la DC Comics (storica rivale della Marvel, editore di Superman e Batman) fa parte di una multinazionale come la Time-Warner, eppure questo non le ha impedito di produrre fumetti di qualità, anzi. Avendo le spalle coperte dal punto di vista economico si può sperimentare con maggiore tranquillità, tenere in vita testate che vendono poco magari solo per portare a compimento l’idea che c’era a monte.
Ovviamente le alte sfere Disney e Marvel puntano ai dvd, a Internet e ai nuovi supporti, è chiaro. Si tratta di aziende con fatturati stellari. Eppure, in questo marasfma di azioni, soldi e marketing, per una volta potrebbero uscirne vincitori propro loro, gli eroi.
Ci aspettano tempi interessanti.
Partiamo da «Corriere dei Piccoli: storie, fumetti e illustrazione per ragazzi», mostra curata da Giovanna Ginex e dedicata ai 100 anni della prima rivista a fumetti concepita in Italia. Fu proprio grazie a questa pubblicazione, nata il 27 dicembre 1908, che i fumetti arrivarono nel nostro Paese (anche se molto diversi: pensate infatti che nei primissimi numeri non c’erano le classiche “nuvolette” e i discorsi tra i personaggi erano interamente in rima baciata…). Nel corso degli anni, il Corrierino ha osptitato sulle sue pagine autori del calibro di Hugo Pratt, Altan e Tiziano Sclavi – giusto per citare i più noti – diventando un vero e proprio punto di riferimento per il fumetto italiano. Se abitate a Milano, passate alla Rotonda di via Besana e date un’occhiata a un pezzo di cultura italiano. Ne vale assolutamente la pena.





