Academy Awards

By Mandrake

Barack Obama

L’assegnazione del Premio Nobel per la Pace al Presidente americano Barack Obama non può che lasciare di stucco. Con questo riconoscimento, è stato probabilmente toccato uno dei momenti più bassi nella storia di questa prestigiosa onoreficenza, in cui si vedono premiate più le parole (tante) che i fatti (pochi).
Potremmo definirla una fantastica vittoria del marketing, della carismatica oratoria di un abile politico… ma certamente non della pace.

Probabilmente alla commissione preposta ad assegnare quello che dovrebbe essere l’encomio supremo a una persona, sono sfuggite alcune cose. Ma non fa niente, noi le cose ce le appuntiamo tutte e quando serve siamo lieti di riportarle. Dal suo insediamento sono passati nove mesi. In questo lasso di tempo, Obama ha ritirato i soldati dall’Iraq (la “guerra sbagliata”) per dirottarli in Afghanistan (la “guerra giusta”), luogo in cui nell’ultimo anno ha raddoppiato le truppe impiegate nel conflitto, passando da 32.000 a 68.000 soldati americani, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a 100.000 unità.  Sempre l’Afghanistan è protagonista di bombardamenti quotidiani da parte degli Stati Uniti, che continuano a fare strage di civili. Attenzione, non stiamo parlando dell’amministrazione Bush, sia chiaro.

Dal giorno dell’insediamento, inoltre, Obama ha ordinato 70 raid missilistici contro il Pakistan. Attualmente i conflitti nel mondo che vedono impiegate le forse militari statunitensi sono tanti, in alcuni casi troppi. Ovviamente si può essere d’accordo o meno con determinate decisioni di politica estera ed è chiaro che se si continuano determinati conflitti dei motivi ci saranno pure… ma per cortesia, almeno non prendiamoci in giro.

Il Premio Nobel per la Pace, dato a Obama non ha veramente senso, almeno in questo momento. È un insulto a chi ogni giorno, da anni, lavora seriamente per la pace e la diplomazia. Magari rischiando anche la vita. Seppur riconoscendo al Presidente degli Stati Uniti importanti meriti in altri campi, come nel caso della ricerca sulle cellule staminali o la proposta di riforma della sanità in America, non possiamo proprio dire che abbia lavorato per la pace finora, anzi. Magari lo farà in futuro, ovviamente lo speriamo tutti.

Francamente non so cosa sia frullato nella testa della commissione, di certo questo Nobel non semplificherà affatto la vita politica di Obama da ora in poi, anzi. Le già enormi aspettative che il mondo riponeva in lui si sono improvvisamente centuplicate, ora ogni minimo passo falso sarà passato ancor di più ai raggi X. Ora più che mai, gli occhi del mondo sono rivolti verso di lui, in attesa di una sua mossa.
E non di un altro discorso.

Tag: , , ,

9 Risposte a “Academy Awards”

  1. Bersagliera Dice:

    Certamente concordo che questo premio sia stato proprio inaspettato. E sono d’accordo che forse non era proprio quello “adatto” ad Obama, sebbene appoggi e approvi in gran parte il suo modo di fare politica. Ottime le sue doti comunicative e grande carisma, grandi progetti e obiettivi chiari (cose non scontate di questi tempi), ma il nobel per la pace è qualcosa di più, di chi in realtà ha lavorato dietro le quinte, piano piano e ha dialogato promuovendo la pace con i fatti e non solo con le parole e l’eloquenza. Io avrei la mia proposta per il vero destinatario del nobel…forse il prossimo anno, forse fra 10…forse accadrà quando la gente aprirà gli occhi e smetterà di giudicare senza conoscere.

  2. Andrea Alfano Dice:

    Esattamente di chi stai parlando?

  3. Bersagliera Dice:

    Parlo di un uomo che ogni anno (da più di 20) manda la sua proposta di pace alle nazioni unite e che lavora instancabilmente promuovendo il dialogo come arma più efficace per ottenere la fine dei conflitti tra i popoli. Un uomo che promuove i diritti umani e la santità della vita di qualsiasi essere umano. Un uomo semplice che durante la sua vita ha incontrato e dialogato con intellettuali, politici, accademici e “costruttori di pace” di tutto il mondo. Tra questi André Malraux; Norman Cousins; Fidel Castro, Henry Kissinger; Zhou En Lai; Corazon Aquino,Nelson Mandela; Linus Pauling; Rosa Parks; Johan Galtung; Michail Gorbaciov; il brasiliano Austregésilo de Athayde, uno dei promotori della Dichiarazione dei Diritti Umani; Aurelio Peccei, il fondatore del Club di Roma; lo scrittore Chingiz Aitmatov; René Huyghe-storico dell’arte dell’Accademia di Francia; Karan Singh, John Kenneth Galbraith; Vàclav Havel.
    Un signore giapponese nato povero economicamente e anche malato che ha saputo credere e soprattutto attuare i suoi ideali e che tutt’ora, alla veneranda età di 80 anni, sta instancabilmente continuando il suo lavoro di promotore di pace.
    Un signore che pur non avendo studiato ha ricevuto più di 200 lauree ad honoris causa e riconoscimenti da Università di tutto il mondo.
    Lui è il presidente dell’organizzazione buddista Soka Gakkai Internazionale e si chiama Daisaku Ikeda.

  4. Andrea Alfano Dice:

    La Taverna apprezza sentitamente la segnalazione.
    Chissà se i capoccioni del Nobel prima o poi si sveglieranno?

  5. Marish Dice:

    Un pò di foto di fighe no?!?!

  6. Andrea Alfano Dice:

    Basta chiedere… i prossimi 100 post saranno dedicati unicamente a sasha grey…

  7. Zio Jessie Dice:

    Ecco, Sasha meritava un Nobel+Oscar. Spendida interprete e punto d’incontro e unione fra popoli.

  8. sharon Dice:

    Sono pienamente in linea con te Andrea, nonostante nutra una grande stima per il presidente Obama, pensoche gli sia stato attribuito un merito su basi aleatorie.
    Ma ora mi chedo se non sia stata una mossa strategica, metterlo in condizione di fare, in modo oculato, delle scelte , che dovranno dare, inevitabilmente, conto a questo riconoscimento.;-)))

  9. Mandrake Dice:

    Beh, ci ha già pensato il popolo americano un anno fa a metterlo nelle condizioni di fare, conferendogli praticamente la più alta carica planetaria… ;)

Lascia un commento