
Che l’immagine del nostro Paese all’estero non sia esattamente nel suo momento di massimo splendore, credo sia una cosa risaputa. I rifiuti di Napoli lo scorso anno, le recenti foto delle feste a Villa Certosa (a proposito, ma i servizi segreti dove sono?), il caso Mills, le dichiarazioni senza senso di Noemi, lo scontro Berlusconi – Murdoch, le diatribe interne di una Repubblica che proprio non riesce a trovare pace.
Come se tutto questo non bastasse, ecco arrivare il neonato Ministero del Turismo dell’On. Michela Vittoria Brambilla, che si prefigge l’ambizioso obiettivo di dare una nuova immagine al paese. Un look più fresco, giovane, accattivante. Un brand vincente per un’Italia vincente, insomma. L’idea è arrivata direttamente dal Presidente del Consiglio, che la scorsa settimana ha rivelato di seguire il concept in prima persona: «Sto studiando e lavorando con un team di grafici per trovare un marchio che possa rappresentare al meglio il nostro made in Italy nel mondo. Ho proposto anche lo slogan Magic Italy», queste le parole rilasciate dal Premier la scorsa settimana.
Detto fatto, dunque. A 48 ore di distanza, il Minstro Brambilla, durante uno speciale del TG4, ha presentato il nuovo logo che apparirà negli spot promozionali per invogliare i turisti a visitare il nostro Paese.
Eccolo qui:

Questa geniale intuizione grafica, per inciso, fa seguito al cetriolone del portale turistico Italia.it (sulla cui vicenda stendiamo un velo pietoso)…

…nonché al geniale messaggio registrato da un Rutelli in stato di grazia che supera di gran lunga qualsiasi imitazione di Guzzanti:
Dopo la visione di questo video non vi sentite invogliati a visitare l’Italia? Pliz, visit Italy..
Scherzi a parte, è chiaro che nonostante cambino i governi e la classe dirigente, non si riesce proprio a dare un senso all’immagine che si vorrebbe dare al nostro Paese. Eppure basterebbe poco per farlo…
Quello che mi stupisce è che un uomo così attento all’immagine come Silvio Berlusconi, fondatore di un’impero basato proprio sul marketing e le strategie di comunicazione di massa, riesca a dare il placet a un’operazione come Magic Italy, che proprio dal punto di vista della comunicabilità fa acqua da tutte le parti.
Vorrei capire che senso ha presentare un progetto così importante a tarda notte e in uno speciale di Rete 4 condotto da Emilio Fede.
Vorrei capire in quale modo viene rappresentato il made in Italy da questo logo.
Vorrei capire come si può applicare un marchio di questo tipo a un qualsiasi prodotto (sia esso uno spot o quant’altro): non è scritto in italiano, non ha riferimenti con la storia o la cultura del Paese e soprattutto ha un nome che su Internet è registrato in tutte le salse (verificate pure con Google), dunque poco spendibile sul web… e nel 2009 non mi sembra una cosa trascurabile.
Insomma, l’ennesimo tonfo in quanto a comunicazione. Una tradizione che governo dopo governo si consolida a quanto pare… E proprio non riesco a capire perché, visto che il turismo è una delle voci fondamentali nel bilancio del nostro Paese. Non riuscire a sfruttare commercialmente l’enorme potenziale dell’Italia è veramente assurdo.
Ma chissà, forse per riuscire a farlo servirebbe davvero un tocco di magia…
Tag: comunicazione, Italia, Magic Italy, michela vittoria brambilla, ministero del turismo
11 Giugno 2009 alle 2:00 pm |
L’accorta Brambilla ha anche sapientemente sottolineato che Belrusconi stesso avrebbe messo mano al progetto, interrompendo sul vivo, a tarda sera, il lavoro che stava portando avanti sull’Abbruzzo, di proprpio pugno, tanta e tale era l’importanza del marchio. E che marchio!
Pofera Italia zona mantolino und mancia spaketti!
11 Giugno 2009 alle 3:56 pm |
Effettivamente Magic Italy fa ridere.
Ma l’idea di un marchio per il turismo non è male.
L’Italia resta cmq un gran bel paese.
Cmq bel post!
11 Giugno 2009 alle 3:59 pm |
No, l’idea di un marchio non è male, quasi tutti i Paesi ne hanno elaborato uno… ma questo è ridicolo, dai.
PS: grazie!
11 Giugno 2009 alle 9:06 pm |
L’idea del marchio è semplicemente risibile. Per carità di commento stendo un velo sulle capacità imprenditoriali del Premier (Con un governo che emana decreti per far aggirare la legge e un’imprenditoria pubblicitaria vissuta in modo quasi monopolistico pure io sarei stato in grado di creare un impero tv), in realtà non si comprende quello che è il vero fulcro del turismo in Italia: semplicemente non esiste. Un turista straniero che abbia visitato il bel paese 35 anni fà oggi lo ritroverebbe pressochè identico, se non peggiore. Non è con un marchio che si leva dal turista la sensazione di essere turlupinato, di ritrovarsi a girare in mezzo a tanta storia che non solo non comprende, ma della quale non ci sia niente e nessuno in grado di spiegargli uno straccio. Oppure è una specie di alieno, segregato in qualche villaggio turistico del cazzo dove tutto è standaridizzato e nel quale vengono perpetrati i soliti clichè dell’Italietta mezzo contadina e mezzo cittadina della dolce vita. Comunque entrando nello specifico, il marchio non comunica alcunchè.
12 Giugno 2009 alle 12:32 am |
Mah, come dicevo prima, in molti fanno un logo del loro Paese.
Ma non è quello che invoglia a visitarlo, è chiaro, serve solo per appiccicarlo su qualche prodotto per dargli una sorta di “certificato di qualità o provenienza”, mettiamola così.
Per il resto, sono assolutamente d’accordo con il resto del tuo discorso e ribadisco: non sfruttare appieno la potenza della nostra storia è un suicidio.
12 Giugno 2009 alle 6:09 pm |
Bravo. Condivido in pieno.
13 Giugno 2009 alle 9:54 am |
haahahaahahahah….mi ricorda il primo Roberto Carlino, quello che faceva innamorare le donne ma scappare i clienti…
un minuto diraccoglimento per UDC, uno di casa….
15 Giugno 2009 alle 6:31 am |
a me il cetriolo, fa venire in mente il vecchio detto che “gira che ti rigira, ma il cetriolo sempre in c…. all’ortolano và”….in questa ottica il suddetto ortaggio, forse è il logo che rispecchia di più l’attuale (ma secondo me, anche quella trascorsa) situazione italiana…per quanto riguarda il nome: magic italy lo associo a una squallida pizzeria all’estero, di quelle con tutte le luci al neon…e infine, il discorso di dare una spinta al turismo, ormai è una battaglia persa.
15 Giugno 2009 alle 11:19 pm |
A me fa venire in mente un programma di televendite, tipo Media Shopping… e poi, se proprio si deve “inglesizzare”, perché non chiamarlo direttamente “Made in Italy”? Sicuramente avrebbe più senso.