Redemption song

By Andrea Alfano

Dopo qualche mese di attesa, ecco il secondo capitolo della storia iniziata in The Million Dollar Hotel.
Se non l’avete ancora letta, cliccate sul link qui sopra e poi tornate di nuovo qui per la seconda parte…

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Due ore di sonno.
Sostanzialmente, poco più di una pennichella… ma se sono l’unica cosa che ti rimane di una nottata fatta di pensieri che venivano giù come valanghe, allora non sai se ringraziare il cielo di esserti svegliato o maledire chi aveva scatenato quel casino: te stesso.
Todd era uno straccio, ma fissare il soffito non avrebbe portato a niente. Doveva alzarsi. Lo fece, con quel retrogusto di tabacco e Jack Daniel’s lasciato in dono da una notte che non passava più. Come se non bastasse, c’era un qualcosa che continuava a battere incessantemente, come qualcuno che bussava piano, continuamente, alla sua porta. Insopportabile.

Aveva paura. Una paura fottuta. Ma il pensiero di quei soldi… così tanti che per contarli non sarebbe bastata una vita… riusciva a dargli quel tanto di energia che gli serviva per muoversi. Con tutto quel denaro, sparirebbero tutti i problemi in un secondo, finalmente le cose andrebbero nel verso giusto. Già.
Il verso che vuole Todd.
Del resto dopo una vita passata nel sottoscala dell’inferno, era arrivato il momento di prendersi qualcosa… non importa come. Il limite ormai l’aveva oltrepassato nel momento stesso in cui…  in cui… ha fatto quell’errore. Proprio pochi istanti prima di partire. Un maledetto errore che ha macchiato la sua anima per sempre e che tutta la dannata pioggia di questi giorni non riuscirà certo a lavare via. Nulla potrà farlo, non c’è niente da fare. L’alcol ha provato a dargli una mano a dimenticare… ma alla fine gli ha solo ricordato come si fa a piangere.

Quel cazzo di rumore di sottofondo continuava, diventando sempre più assordante… aprì la porta, si guardò intorno.
Non c’era nessuno, in lontananza si sentivano solo le chiacchiere insensate di quel tizio che continuava a parlare di Elvis e le risate di chi si trovava nella hall. Dannati pazzi… perché non vanno a letto?

Tornando dentro, tirò fuori le sue carte: appunti, schemi, ritagli di giornale, matite.
Mise tutto su una piccola scrivania che aveva nella camera e cercò di ragionare lucidamente sul da farsi… iniziò a scrivere, a ricopiare nomi di vie. Le mani gli sudavano e gli occhi erano rossi. Ma non era un problema.
Doveva studiare tutto, ogni dannata cosa.
Se solo quel maledettissimo rumore cessasse…

«BASTA!»

Si rese conto di aver urlato, forte. Era affannato, in piedi e con una matita rotta tra le mani. Con un po’ di fortuna, magari nessuno avrebbe fatto caso a quell’urlo. Solo lui, tra carte, appunti e ritagli di giornale, si rese conto di una cosa. Per tutta la notte non aveva fatto altro che ascoltare l’incessante battito del suo cuore. Sempre più forte, quasi volesse uscire dal petto, quasi volesse accusarlo. Giudicarlo.
«Basta con queste cazzate – pensò, lavandosi il viso - , devo concentrarmi. Il tempo stringe e tutto dev’essere perfetto. Tutto…»
Fuori continuava a piovere come non mai. Si appoggiò alla finestra, pensando a tutto e a niente.
Un altro goccio di whisky, un’altra sigaretta.
Un’altra menzogna raccontata al suo cuore.

La notte più lunga della sua vita, finalmente, scivolava via.

2 – continua…

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8 Risposte a “Redemption song”

  1. Fab Dice:

    QUesta storia si fa sempre più interessante.. complimenti Andrea!

  2. Andrea Dice:

    Grazie!

  3. Sharon Belli Dice:

    spero non ci farai aspettare altri due mesi per il continuo.
    Cmq l’attesa sarebbe poi ripagata!!!!
    Bravo mi piace…

  4. Idi Rapatushi Dice:

    complimenti nano,e’ una figata!!!Aspetto il seguito…sono curiosa!!!
    =)

  5. Stefy Dice:

    Sei riuscito a creare una bella suspance.. adesso sono ancora più curiosa! Si sta creando una fila di fans a tuo seguito.. non deluderci :P

  6. Andrea Dice:

    eheh… grazie a tutte! Mi fa piacere soprattutto aver attirato tante donne…

    scherzi a parte, grazie mille per i complimenti, farò di tutto per non deludere le aspettative ;)

  7. Fabrizio D'Arcangelo Dice:

    …io non sono una donna !!… pero’ la storia e’ forte mi pice….mi piace come scrivi …chissa’ un giorno potremmo vederlo al cinema….

  8. Andrea Dice:

    eeeh… magari!
    Grazie, Fabrizio!

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