Era solo questione di tempo.
Del resto sono anni che la narrativa (scritta ma anche e soprattutto cinematografica) suggerisce nuove e intriganti soluzioni ai malviventi.
Succede così che a Napoli è stato arrestato un uomo ritenuto vicino al clan Gionta che nascondeva un’arma da fuoco assolutamente micidiale camuffata da normale telefonino…
Avete capito bene: all’interno di quello che sembrava essere un innocuo cellulare, si trovava una pistola in grado di sparare ben quattro colpi calibro 22… E ovviamente il riferimento ai mille gadget usati dall’agente segreto più famoso del mondo, James Bond, non può che essere naturale. La notizia, letta così, sembra quasi essere di tipo leggero, uno di quei trafiletti creati per destare curiosità nel lettore e nulla più.
Eppure è anche questo un fatto su cui riflettere, soprattutto per le forze dell’ordine. La
criminalità organizzata si sta evolvendo, è entrata in pieno nel XXI secolo e ha capito come sfruttare determinate tecnologie a suo favore. Secondo i Carabinieri, che hanno effettutato questo singolare sequestro d’armi, Il telefono-pistola ha una finta antenna che è, in realtà, la canna dell’arma da fuoco. Uno dei pulsanti sulla tastiera, invece, comanda lo sparo dei quattro proiettili nascosti all’interno. Gli inquirenti riportano anche che è la prima volta che viene ritrovato un oggetto così particolare ed è in corso un’indagine per scoprire se abbia effettivamente sparato qualche colpo.
A questo punto le carte in tavola sono mischiate: la camorra prende spunto dai film per escogitare nuove armi, mentre gli scenggiatori attingono dalla realtà per avere idee più imprevedibili per i loro kolossal… che a quanto pare sono più che fattibili. A questo punto, consiglierei di riscrivere l’ultimo film di Bond (Quantum of Solace) in salsa napoletana, hai visto mai che non ne esca fuori un film migliore…
Chissà.
In attesa di penne ai raggi laser e macchine lancia-razzi, prendo una birra, chiudo i giornali e mi sparo un paio di dvd di 007. Tanto per essere pronto in caso di attacco, ovviamente…
Tag: 007, camorra, napoli, telefonino pistola
25 Novembre 2008 alle 9:39 am |
Come diceva Gordon nel finale di Batman Begin?
“Se noi abbiamo le semiautomatiche loro hanno le automatiche”
Mah, quanto alla fantasia, se è per inventare armi ci siamo sempre dati un gran da fare…se pensi ad alcuni strumenti di tortura utilizzati dalla Santa Inquisizione ti viene da pensare: “ma come cazzo gli è venuto in mente?”
Sinceramente a me sembrava strano che ancora non si fosse parlato pubblicamente dell’utilizzo di certi “giocattoli”, sia chiaro, non è ammirazione la mia è solo che l’ingegno umano in fatto di armi e metodi per uccidere è stato sempre raffinato ed elevato, tanto da non farci stupire, non trovi?
Sempre sulla fantasia: per un mio racconto ho fatto utilizzare ad un killer professionista una pallottola tipo supposta contenente veleno di imenotteri, dato che una certa quantità di tale sostanza provoca un comune infarto del miocardio…ma forse l’ho sentita da qualche altra parte e ho copiato!!!
Ciao Andrea!
25 Novembre 2008 alle 10:18 am |
basta una camera di scoppio ed un percussore per avere un’arma da fuoco…quindi ad oggi si puo ipotizzare che qualunque oggetto di lunghezza compresa tra i 10 e e 20 cm possa essere facilmente frasformato…se pensi che nel 35 il manico di un bastone da riposo poteva espoldere colpi calibro 9…
La criminalita avra armi ben piu innovative di questo cellulare finto come una banconota da 3 euro….tra l ‘altro come saprai una calibro 22 è poca cosa,specifica per il poligono e a distanza media assolutamente non letale…come direbbe un sottopiazzino te fa piu male una bastonata tra capo e collo con l ombrello….come direbbe 007 io l’aston martina a napoli non ce la parcheggio….haahahha
25 Novembre 2008 alle 10:19 pm |
@ Gabbrio: voglio leggere quella storia!
@ emanuele: infatti credo che l’arma la volessero utilizzare a distanza piuttosto ravvicinata…
30 Novembre 2008 alle 10:08 pm |
Penso che d’ora in poi mi allontanerò da chiunque tiri fuori un cellulare…