The Million Dollar Hotel

By Andrea Alfano

Ci sono luoghi che rispecchiano l’anima delle persone.
Posti che sembrano attirare, quasi naturalmente, una certa tipologia di esseri umani.
Gente che non ha nulla in comune se non un passato da nascondere, da tenere giù, in fondo.

Todd era nuovo in città, il benvenuto gliel’hanno dato una serata di pioggia e l’indifferenza della gente. Viene da lontano, scappa da sè stesso sperando di non trovarsi neanche qui. Per bagaglio ha una valigia di pensieri, una stecca di marlboro e una bottiglia di ricordi. Ma per un letto caldo è pronto a dar via tutto, tabacco compreso.

Dall’altro lato della strada c’è un albergo, l’insegna al neon ha un paio di lettere fulminate ma leggibili. L’aspetto è quello di una bettola, se tutto va bene dentro è anche peggio… ma non importa, forse è l’unico posto che potrà permettersi stanotte e va bene così.

Alla reception trova un ragazzetto di appena cinquant’anni che sogna di essere morto, accanto a lui mezza bottiglia di rum gli suggerisce com’è andata la serata. Aspetterà che si svegli, non ha fretta.

In fondo alla hall una donna dai capelli rossi con tutti i nomi del mondo gli fa capire di essere pronta a scaldarlo per qualche spiccio e un paio di sigarette. Dietro di lei, seduto al bancone del bar, si agita un tizio che dice di essere il figlio di Elvis. Vuole arrivare in cima alle classifiche, ma al momento è solo in fondo alla sua vita.

Il portiere si sveglia, le urla del matto almeno sono servite a qualcosa.

Documenti, chiavi, firme e finalmente riesce ad arrivare in camera. Un buco che dovrà dividere con l’umidità e il senso di colpa. Chiudendo la porta della sua stanza, legge un piccolo cartello:
 
Benvenuti a casa vostra”.

Si butta sul letto, si accende una marlboro e per la prima volta, dopo tanto tempo, Todd scoppia in una risata liberatora, forte, sincera. L’unica che si possa sentire in tutto l’edificio.

Il retrogusto è amaro, certo. Ma ci penserà in seguito, ora vuole solo riposare.
Domani lo aspetta la più grande rapina del secolo.

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17 Risposte a “The Million Dollar Hotel”

  1. Andrea Dice:

    Ok, vi spiego.
    Si tratta di un vecchio progetto che mi passa per la mente da un po’, ovvero narrare la storia di un tizio qualunque che mosso dalla disperazione diventa il più grande ladro del secolo. Questo potrebbe essere l’ideale prologo, se vi piace inizio a buttare giù altro…

  2. SHARON BELLI Dice:

    Assolutamente si.
    Voglio il seguito…non mi puoi lasciare interdetta.
    Voglio sapere quale disperazione e quanta…dove porterà?
    Aspetto con ansia…

  3. Feffetta Dice:

    Si si….bello…voglio leggere il seguito!

  4. Valeria Dice:

    Andrea, mi piace molto l’idea del racconto e anche la descrizione dell’albergo e dei suoi ospiti… un po’ meno l’inizio… fa un po’ troppo racconto di Lucarelli. Se vuoi un altro consiglio il movente della rapina non può essere solo la disperazione… ci vuole qualcosa che faccia capire l’unicità dell’uomo (Todd) che improvvisamente manda affanculo gli schemi sociali per un proprio tornaconto… ma questa è solo la mia opinone… non sono una scrittirice, solo una modesta lettrice…

  5. Fabrizio Dice:

    Todd.
    Ma di nome non farà mica Jason? LOL

    Bello.

    I migliori ladri del secolo, poi, mi sono sempre piaciuti… ;)

    Fab

  6. Andrea Dice:

    Non pensavo in quest’accoglienza… e mi fa davvero piacere, perché su questo racconto in particolare mi ci sono impegnato parecchio.
    Grazie a tutti!

    PS: mi sa che devo iniziare a pensare al seguito, alllora…

    @ Valeria: beh, non è che Todd manda a fanculo gli schemi sociali. E’ un disperato che tenta il tutto per tutto per dare una svolta alla sua vita… almeno nei piani iniziali è così. Comunque annoto i suggerimenti, che sono sempre ben accetti e ti do il benevnuto nella Taverna.

    @ Fabrizio: eheheh… mica c’avevo pensato a Jason Todd! In effetti ce lo vedo come protagonista del racconto…

  7. Stefy Dice:

    Ottimo lavoro Andre, mi accodo a chi aspetta il seguito! Davvero interessante la descrizione dei personaggi e dei luoghi, bravo! Prendo il numerino e aspetto l’arrivo della continuazione..

  8. Fab Dice:

    Assolutamente si, continua, soprattutto dopo averci lasciato con un finale così ad effetto nel prologo. :D

    Poi le storie che parlano di rapine, ladri e magari vertono anche sul thriller, sono il mio pane quotidiano!

  9. Andrea Dice:

    Grazie davvero, ragazzi

  10. Zio Jessie Dice:

    Ottimo, davvero. Forse merita di essere allungato perché il piccolo colpo d’effetto finale arriva quasi troppo presto. Cmnq Todd si farà conoscere meglio in seguito immagino.

    Per deformazione professionale, mi viene spontaneo pensare che alcune parole e passaggi siano ancora un po’ grezzi, ma è solo questione di limare, spostare, pennellare… La cosa più bella è che con l’attacco hai dato immediatamente il senso di disperazione che muove il protagonista e poi hai la capacità rara di far immaginare volti e luoghi senza nemmeno descriverli.

    Non mi è piaciuta questa descrizione, forse per gusto personale: “Alla reception trova un ragazzetto di appena cinquant’anni che sogna di essere morto” mentre ho molto apprezzato queste due:
    “donna dai capelli rossi con tutti i nomi del mondo” e “un tizio che dice di essere il figlio di Elvis. Vuole arrivare in cima alle classifiche, ma al momento è solo in fondo alla sua vita”

  11. nando moriconi Dice:

    Salve.
    Sono un amico di Todd.
    Mi ha detto di diffidarvi dal raccontare i cazzi suoi, soprattutto alla vigilia di una rapina importante.
    Poi mi ha chiesto se Zio Jessie sia lo pseudonimo della salma di Alberto Moravia.

    Ah, mi ha detto che saluta tutti e che passerà presto alla Taverna per riscuotere il solito…come ogni mese…

  12. fusa Dice:

    E si assolutamente vogliamo il continuo..descrivici un po’ di più il personaggio così ci aiuti a immaginarcelo..
    vai andrea scrivi..ti aspettiamo

  13. Il Gabbrio (Gabriele) Dice:

    Bello, io gli darei un seguito senza dubbio!!!
    E mi piace l’atmosfera degli angoli sporchi del mondo, la pioggia costante…alcuni punti sono molto piacevoli!!!
    Te l’ho già detto di postare più racconti?! : D
    Bravo!!! (anche se il mio parere può valere poco!)

  14. Andrea Dice:

    Ragazzi, vi dico la verità… non mi aspettavo assolutamente quest’accoglienza per “The Million Dollar Hotel” e non avete idea di quanto mi faccia piacere!

    Vedendo le statistiche del blog è in assoluto il racconto che è stato apprezzato di più e anche i commenti lo testimoniano… non so davvero come ringraziarvi.

    @ Zio Jessie: appunto i suggerimenti

    @ nando moriconi: sei il numero 1

    @ Fusa: grazie… e benvenuta nella Taverna

    @ Gabbrio: magari avessi tempo e ispirazione per postarne di più! La stessa cosa vale per te, mi aspetto altri racconti da Volobasso… hai davvero talento.

    A tutti voi e agli altri che non hanno commentato, ancora grazie!

  15. Serena Dice:

    Cattura l’attenzione, stuzzica la curiosità. Mi piace come descrivi il luogo, con pochissime parole (diciamo il “minimo indispensabile”) che però arrivano a colpire l’obiettivo: si percepisce chiaramente la miseria (delle persone e del posto) e l’umidità fastidiosa dell’ambiente, appena accennato, ma che,paradossalmente, appare chiaro nell’immaginario del lettore (almeno per me). Insomma continuaaaa!!Anche perchè sn curiosa di conoscere quale sia il motivo del senso di colpa che attanaglia Todd!!
    P.S mi permetto, in qualità solo ed esclusivamente di lettrice, di suggerirti, molto timidamente, un accorgimento: punta di più sulla punteggiatura. Una storia così rapida, scorrevole a livello contenutistico e stilistico, può essere più incisiva e ad effetto con il sostegno di una punteggiatura altrettanto veloce e tagliente (non so se mi sono spiegata). Insomma ti consiglio più incisi, rotture, frasi brevi… ma ripeto, è solo un’opinione personale!
    In bocca al lupo a Todd!!

  16. Andrea Dice:

    Appunti segnati… e benvenuta nella Taverna ;)

  17. Redemption song « Andrew’s Tavern Dice:

    [...] By Andrea Dopo qualche mese di attesa, ecco il secondo capitolo della storia iniziata in The Million Dollar Hotel. Se non l’avete ancora letta, cliccare sul link e poi tornate di nuovo qui per la seconda [...]

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