Turn out the lights

By Mandrake

Come vorrei, come vorrei che tu fossi qui
Siamo solo due anime sperdute che nuotano in una boccia di pesci, anno dopo anno, corriamo sullo stesso vecchio terreno. E cosa abbiamo trovato? Le solite vecchie paure. Vorrei che tu fossi qui.
-Pink Floyd, Wish you were here.

Problemi vari mi hanno allontanato dal web per tre giorni.
36 ore in cui qui alla Taverna abbiamo dovuto, causa forza maggiore, cambiare qualche lampadina… e quando siamo stati finalmente in grado di riaccendere la luce, abbiamo letto notizie poco piacevoli delle quali non si può non parlare. Cose brutte, che con insieme all’arrivo dei primi freddi, hanno reso questo inizio settimana duro per tutti.
Prendete una birra, servitevi pure da soli.
Ne sono successe di cose…

Partiamo, doverosamente, da Richard Wright (8 Luglio 1945 – 15 Settembre 2008). L’inizio del post non poteva che essere dedicato a lui. Tastierista brittannico ma soprattutto anima dei Pink Floyd. Ha contribuito a fondare il gruppo e realizzato brani storici, che in un modo o nell’altro sono entrati nella vita di chiunque. Se non avete ancora capito bene di chi stiamo parlando, cliccate pure qui… sono sicuro che tutto vi sarà più chiaro.

 

Purtroppo però non è finita qui. Altre luci, oltre quella di Wright, si sono spente… come avrete certamente letto o sentito, gli Stati Uniti sono stati investiti da una vera e propria tempesta economica senza precedenti: il fallimento dell’istituto bancario Lehman Brothers, messo in ginocchio dalla crisi sui mutui. La banca – anche vista l’entità del debito, 613 miliardi di dollari – non ha ricevuto aiuti né dal Tesoro né dalla Fed, che nella giornata di ieri sono invece intervenuti in maniera massiccia per evitare il tracollo di Aig, colosso assicurativo, avvelendosi per la seconda volta dalla Grande Depressione di una speciale autorità che gli consente di elargire prestiti particolari a società sull’orlo del fallimento. Il tutto non farà che aumentare il forte disagio economico in cui ormai tutto il mondo si trova, con il forte rischio che l’effetto domino innescato dal fallimento della banca statunitense possa far danni anche in Europa. Impedendo così agli investitori di dar fiducia al mercato e sostanzialmente bloccando l’economia… insomma, un gran casino. Gestito probabilmente male dal Governo USA, che ora corre per tappare le falle.

Il tutto mentre qui da noi va avanti la tragicommedia Alitalia (cartina di tornasole della totale assenza di una classe manageriale degna di questo nome in Italia) e le scuole ripartono facendo un triplo salto all’indietro. Assurdo, secondo me, tagliare fondi all’istruzione e riproporre il maestro unico: un qualcosa di anacronistico in ogni senso, considerando che con tutte le nuove materie che ci sono al giorno d’oggi (lingue straniere e uso del computer, per fare alcuni esempi), è assurdo pensare che una sola persona possa farsi carico di tutto… E se lo dice uno che ha sempre avuto un rapporto conflittuale con la scuola, direi che potete crederci…

Considerando il fatto che siamo appena a giovedì, direi che non possiamo lamentarci, no?
Il secondo giro di birra lo offro io…  e quando andate via, lasciate pure accesa la luce.

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7 Risposte a “Turn out the lights”

  1. Il Gabbrio (Gabriele) Dice:

    Di tutto quello che hai detto mi turba maggiormente la morte di Richard. Sia chiaro, non perché sono un musicista, né perché sia insensibile ai problemi che affliggono la nostra società, ma perché, in tempi dove quelli che fanno musica hanno oltrepassato i sessanta ed i giovani compongono canzoni affiancati da esperti di marketing, vedo sempre più lontana la possibilità di rifugiarmi in canzoni dall’estetica travolgente dopo aver ascoltato il telegiornale…
    I problemi sono seri ed ogni epoca ha avuto i suoi, ma adesso scarseggiano anche le vie di fuga, se pur della durata di una canzone…

  2. Andrea Dice:

    Eggià… Assolutamente d’accordo con te, Gabbrio.

  3. Fab Dice:

    Concordo con Gabriele, i Pink Floyd sono il mio gruppo preferito di tutti i tempi e in famiglia sono divinità, quindi la perdita di Wright non può che essere stato un pugno nello stomaco.

    PS: Grazie mille per il commento Andrè :D

  4. valentinagiannicchi Dice:

    Non posso mancare…

    I Pink Floyd, come chi mi conosce bene dal vivo lo sa, sono stati la più grandiosa testimonianza del genio creativo in relazione alla “nuova musica”.

    (Per intenderci dopo i tempi dei miti Mozart, Beethoven, Bach e compagnia bella.)

    Dark side of the moon e I wish you were here (che tra l’altro contiene shine on crazy diamond e welcome to the machine)

    sono i miei album preferiti che vanno oltre un qualsiasi 10 e lode,

    che superano i confini di qualsiasi nuova generazione (senza troppo togliere agli altri).

    Migliori dei Nirvana, dei Deep Purple, dei Doors, dei sex Pistols e direi anche dei Beatles.

    i Pink Floyd sono il Cristo della Musica.

    Vicino a loro gli altri possono essere solo santi.

    E vicino alla perdita di uno dei geni che ha reso grande una generazione

    (perchè non c’ero anche io????? :(

    Sinceramente le buffonate dell’Alitalia e la crisi economica che tanto era già stata programmata da tutti.. risultano fatti mediocri e svilenti.

    Il più grande dramma

    è che non vedrò mai più i Pink Floyd tutti insieme
    (come potessero tornare a suonare solo per una volta!!!)

    Al posto tuo Andrea… avrei meso un lutto alla Taverna
    .

    anzi va… lo metto sull’Archilady Menabò. :)

  5. Andrea Dice:

    Sì, è chiaro che nessuno dei fatti elencati nel post è collegato all’altro… ma si parlava dei fatti accaduti in questi ultimi 3/4 giorni.

    Il lutto per la Taverna mi pare eccessivo, un ricordo sincero, invece, era più che doveroso.

  6. valentinagiannicchi Dice:

    Vabbè per me è stato un colpo.

  7. Andrea Dice:

    Sì, si era capito…
    Del resto è stato un duro colpo per la musica mondiale, credo che gli appassionati in lutto saranno davvero tanti. La Taverna lo omaggia con Wish you were here e con questo post, a lui dedicato.

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