Finalmente, dopo tante chiacchiere su cosa fosse giusto fare, dire e ammiccare, sono partire le XXIX Olimpiadi dell’era moderna. Lo show iniziale è stato definito il più grande spettacolo della storia e molto probabilmente è vero, del resto una presentazione del genere non si era proprio mai vista.
Una regia attentissima a ogni minimo particolare (anche a distogliere le telecamere con una prontezza incredibile quando le atlete azzurre hanno mostrato una bandiera con delle scritte sopra, durante la sfilata), una coreografia imponente e uno spettacolo pirotecnico pazzesco. Insomma, un qualcosa che certamente rimarrà scolpito nella storia della Cina, che tenta di fare il debutto in società e sdoganarsi definitivamente con questa edizione dei giochi.
Ma è chiaro che una luce così forte, come quella emanata ieri da Pechino, proietti anche delle ombre lunghissime. Nere come non mai. Del resto, come ci hanno più volte ricordato nella giornata di ieri, ci sono questioni sulle quali proprio non si può soprassedere: la violazione dei diritti umani, la censura su Internet, le polemiche con il Dalai Lama, il livello insostenibile d’inquinamento… e chi più ne ha più ne metta. Queste “ombre” stridono davvero troppo con la “luce” emanata dallo show.
Non si può non pensare a tutto questo guardando quest’edizione dell’olimpiade.
Lo confesso, ero uno di quelli che avrebbe voluto vedere i giochi boicattati. Per vedere che effetto fa organizzare la più grande festa del pianeta e ritrovarsi solo con due o tre invitati… che magari ti stanno anche sulle palle, ma che hai dovuto invitare per forza. Sarebbe stato divertente, ammettiamolo.
Però sacrificare lo sport, quello vero, sarebbe stato un’altro grande delitto. Ci sono atleti che lavorano intensamente ogni giorno, per quattro anni, per limare due o tre secondi dalla loro prestazione. Che non guadagnano cifre da capogiro e che sono fieri di portare i colori del proprio Paese sul petto, sperando poi di vederli sventolare sul gradino più alto del podio.
Vivere un mese all’interno di un villaggio in cui puoi trovare tutto il mondo, sfidare i migliori per essere il numero uno… dev’essere un qualcosa di unico, indescrivibile. Lo si legge negli sguardi dei “porta bandiera”, emozionati ma determinati. Se ci pensiamo bene, l’olimpiade è probabilmente la più alta espressione di civiltà a cui siamo riusciti, faticosamente ad arrivare… e bloccarla sarebbe stata una sconfitta per tutti. Ci saremmo arresi, senza combattere.
Avrei preferito vedere le olimpiadi da un’altra parte, sì… ma è andata così. Lasciamo perdere gli spettacoli sfarzosi (ma fondamentalmente vuoti) e mettiamo da parte i giochi. Concentriamoci sullo sport… Potremmo imparare parecchie cose.
Magari anche a vivere.
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