
(29 agosto 1958 – 25 giugno 2009)
Oltre gli scandali, oltre la follia, oltre una vita distrutta e ricostruita con la plastica…
…c’era lui. Il Re del pop. Alzi la mano chi non ha mai accennato il passetto di Moonwalker…
So long, Jacko.

(29 agosto 1958 – 25 giugno 2009)
Oltre gli scandali, oltre la follia, oltre una vita distrutta e ricostruita con la plastica…
…c’era lui. Il Re del pop. Alzi la mano chi non ha mai accennato il passetto di Moonwalker…
So long, Jacko.

Un sabato sera, molto spesso, si trasforma in una domenica mattina.
Quando meno te l’aspetti, dopo aver chiacchierato, riso e girato per una notte che non è durata abbastanza, arrivano i primi raggi del nuovo giorno.
Guardo l’ora, è tardissimo. Mentre mi dirigo verso la macchina, la luce ormai ha definitivamente preso il posto del buio… e i palazzi iniziano a illuminarsi. Ora, chiamaramente tutto questo non dovrebbe suscitare alcun effetto, in una città normale. Ma se ti trovi al centro di Roma e davanti a te hai edifici costruiti con la calce e con la storia…beh, tutto cambia, fidatevi. Perché per quanto ci si possa abituare alle varie bellezze, ai monumenti o alle cupole, Roma trova sempre il modo di sorprenderti.
Quando meno te l’aspetti.
Così, mentre tutta la città dorme e riprende fiato, io decido che voglio stare ancora un po’ con lei.
Percorro Via dei Fori Imperiali, arrivo fino al Colosseo, illuminato di tre quarti, colorato d’imponenza.
In una frazione di tempo forse irripetibile, Roma mi fa vedere com’è quando smette di correre. Quando non urla.
Quando dorme.
Ha qualche graffietto, è affaticata, martoriata, testarda e complicata.
Ma quando sei di fronte a lei, in momenti come questi, capisci che non puoi fare a meno di amarla. Nonostante i problemi, il traffico e tutto il resto. In quel momento non c’è niente.
C’è solo lei, Roma che dorme.
Dorme e non s’accorge che spreca questo miracolo solo per me.
Nel primo giorno d’estate, riscopro la mia città, che oggi sembra proprio non se voglia sveglià.
Ma sì, dormi Roma mia. Riposate, fatte bella per noi.
Le mando un bacio, risalgo in macchina e vado via.
Ai problemi ci pensiamo un’altra volta.
Tutti in piedi, applausi.
Questo è veramente un mostro…

Che l’immagine del nostro Paese all’estero non sia esattamente nel suo momento di massimo splendore, credo sia una cosa risaputa. I rifiuti di Napoli lo scorso anno, le recenti foto delle feste a Villa Certosa (a proposito, ma i servizi segreti dove sono?), il caso Mills, le dichiarazioni senza senso di Noemi, lo scontro Berlusconi – Murdoch, le diatribe interne di una Repubblica che proprio non riesce a trovare pace.
Come se tutto questo non bastasse, ecco arrivare il neonato Ministero del Turismo dell’On. Michela Vittoria Brambilla, che si prefigge l’ambizioso obiettivo di dare una nuova immagine al paese. Un look più fresco, giovane, accattivante. Un brand vincente per un’Italia vincente, insomma. L’idea è arrivata direttamente dal Presidente del Consiglio, che la scorsa settimana ha rivelato di seguire il concept in prima persona: «Sto studiando e lavorando con un team di grafici per trovare un marchio che possa rappresentare al meglio il nostro made in Italy nel mondo. Ho proposto anche lo slogan Magic Italy», queste le parole rilasciate dal Premier la scorsa settimana.
Detto fatto, dunque. A 48 ore di distanza, il Minstro Brambilla, durante uno speciale del TG4, ha presentato il nuovo logo che apparirà negli spot promozionali per invogliare i turisti a visitare il nostro Paese.
Eccolo qui:

Questa geniale intuizione grafica, per inciso, fa seguito al cetriolone del portale turistico Italia.it (sulla cui vicenda stendiamo un velo pietoso)…

…nonché al geniale messaggio registrato da un Rutelli in stato di grazia che supera di gran lunga qualsiasi imitazione di Guzzanti:
Dopo la visione di questo video non vi sentite invogliati a visitare l’Italia? Pliz, visit Italy..
Scherzi a parte, è chiaro che nonostante cambino i governi e la classe dirigente, non si riesce proprio a dare un senso all’immagine che si vorrebbe dare al nostro Paese. Eppure basterebbe poco per farlo…
Quello che mi stupisce è che un uomo così attento all’immagine come Silvio Berlusconi, fondatore di un’impero basato proprio sul marketing e le strategie di comunicazione di massa, riesca a dare il placet a un’operazione come Magic Italy, che proprio dal punto di vista della comunicabilità fa acqua da tutte le parti.
Vorrei capire che senso ha presentare un progetto così importante a tarda notte e in uno speciale di Rete 4 condotto da Emilio Fede.
Vorrei capire in quale modo viene rappresentato il made in Italy da questo logo.
Vorrei capire come si può applicare un marchio di questo tipo a un qualsiasi prodotto (sia esso uno spot o quant’altro): non è scritto in italiano, non ha riferimenti con la storia o la cultura del Paese e soprattutto ha un nome che su Internet è registrato in tutte le salse (verificate pure con Google), dunque poco spendibile sul web… e nel 2009 non mi sembra una cosa trascurabile.
Insomma, l’ennesimo tonfo in quanto a comunicazione. Una tradizione che governo dopo governo si consolida a quanto pare… E proprio non riesco a capire perché, visto che il turismo è una delle voci fondamentali nel bilancio del nostro Paese. Non riuscire a sfruttare commercialmente l’enorme potenziale dell’Italia è veramente assurdo.
Ma chissà, forse per riuscire a farlo servirebbe davvero un tocco di magia…
Chi segue questo blog da qualche tempo, sa bene che qui non hanno mai trovato posto polemiche sterili o inutili attacchi nei confronti dell’attuale classe dirigente italiana. Non per paura di censura o cose del genere, semplicemente ho preferito concetrarmi più su aspetti meno dibattuti, almeno nella maggior parte delle volte.
Mi è sempre piaciuto provare a vedere se c’era una diversa chiave di lettura in determinati accadimenti, siano essi appartenenti alla vita politica o di tutti i giorni, cercando di trovare quelle notizie che generalmente hanno poca risonanza. Insomma, non ho certo aperto la Taverna per fare polemiche o sbraitare come fanno in molti, lo sapete. Però, almeno in quest’occasione, una piccola licenza dovete concedermela, perché oggettivamente, questo Paese sta diventando una barzelletta. Di quelle volgari, che non fanno ridere nessuno se non quei quattro che se la ripetono da una vita. E che in molti casi, non hanno nemmeno mai capito fino in fondo.
Non è possibile aprire il giornale e apprendere che il Presidente del Consiglio non ha intenzione di dare spiegazione sull’origine dei suoi rapporti con una minorenne.
Non è possibile che il caso Mills venga gestito in questo modo, sempre dal Premier: c’è in ballo un’accusa pesante (corruzione di testimone) e anziché parlarne in tribunale, vorrebbe difendersi in Parlamento, ovviamente attaccando la magistratura.
Siamo arrivati al punto di non ritorno, ormai. Ma la cosa che lascia ancora più perplessi è che se il Presidente sta diventando sempre più una parodia di sé stesso, dall’altra parte della barricata c’è un’opposizione intangibile, che se fosse chiamata domani ad amministrare il nostro Paese, probabilmente scoppierebbe a piangere come un bambino, non sapendo nemmeno da che parte iniziare. Una situazione tragicomica, insomma.
Per carità, io non sono nessuno e non posso certamente dire a dei professionisti come lavorare.
Una cosa posso chiederla però, perché penso sia un mio diritto.
Smettetela di farci vergognare di essere italiani.

Se un romanista sfegatato si alza in piedi per applaudire un avversario, vuol dire che ci troviamo davanti a un campione vero. Se la sua curva lo ha fischiato, è l’Italia intera che gli rende il giusto omaggio.
Mi sarebbe piaciuto che fosse stato lui il capitano della nazionale campione del mondo, uno dei pochi giocatori in cui tutti, a prescindere dal tifo, certamente si sono riconosciuti.
Un avversario leale, a cui la Taverna rende il giusto onore.

“Il Premio Nobel per la Pace non è mai stato assegnato ad un italiano dal 1907 ad oggi.
(…)
Oggi crediamo che, anche, l’Italia meriti di ricevere tale riconoscimento, e di essere degnamente rappresentata da Silvio Berlusconi, per il suo indiscusso impegno umanitario in campo nazionale ed internazionale.
Il 26 maggio, alle ore 10:30, presso Piazza Colonna in Roma il Comitato della Libertà che sostiene la candidatura di Silvio Berlusconi darà avvio alla raccolta delle adesioni.
La raccolta delle adesioni alla candidatura italiana si concluderà il 16 gennaio del 2010 in Amalfi.”
- Tratto dal sito “Silvio Berlusconi Nobel“
Quando l’ho letto, non ci volevo credere.
Pensavo fosse uno scherzo, una di quelle cose create su Internet per far fare quattro risate alla gente.
Invece è tutto assolutamente vero.
Il 30 aprile 2009, a Roma, è stato costituito ufficialmete il Comitato per la candidatura di Berlusconi al Premio Nobel per la Pace 2010. L’organizzazione è dotata di un proprio statuto (scaricabile dal sito) suddiviso in 12 articoli che spiegano il perché di questa iniziativa, presente persino su Facebook con un gruppo abbastanza nutrito di sostenitori.
Tra le motivazioni, il fatto che grazie al suoi ottimi rapporti con Putin, il Premier sia riuscito a porre fine al conflitto tra Russia e Georgia, ottenendo anche il riconoscimento del successo di tale operazione dal presidente francese Nicolas Sarcozy.
Per maggiori informazioni, cliccate qui.
A questo punto mi aspetto, in tempi brevi, anche la candidatura ai Telegatti, ai Grammy e che il Papa inizi il processo di beatificazione con successiva proclamazione di santità…
Riporto lo stralcio di un’articolo uscito su Corriere.it giovedì scorso, 7 maggio 2009.
Alcune carrozze della metropolitana riservate alle donne. Altre agli extracomunitari. «È una provocazione», commenta lo stesso Matteo Salvini, vice segretario della Lega, mentre presenta i suoi candidati alle provinciali davanti a Palazzo Marino. L’idea l’ha lanciata appunto una candidata, la scrittrice-taxista Raffaella Piccinni del sindacato autonomo Sitp. Poi però Salvini soggiunge: «L’idea di riservare posti ai milanesi, da qui a qualche anno, potrebbe diventare una realtà. La mia è l’amara considerazione da parte di un utente dei mezzi pubblici. Non c’è ancora una delibera o una proposta di legge, se qualcuno vorrà proporla lo aiuteremo a farlo». Salvini spiega poi i motivi della sua presa di posizione: «Uso i mezzi a Milano da vent’anni e vista l’arroganza, la maleducazione e la violenza che regnano, così come una volta c’erano i posti riservati ai reduci, agli invalidi e alle donne incinte, avanti di questo passo fra dieci anni se non si interviene ci saranno posti o vagoni riservati ai milanesi e alle persone perbene. Se non si mette un limite all’immigrazione arriveremo a questo».
Invece di collaborare nella discussione di una legge seria che regolamenti l’immigrazione nel nostro Paese, questo signore (prego guardare l’apposita foto…) viene a parlarci di arroganza, maleducazione e violenza, inserendoli nella proposta più assurda degli ultimi 30 anni.
Il fatto che sia proprio la Lega a parlare di arroganza, maleducazione e violenza è veramente il colmo.
Il fatto che questo discorso sia stato fatto nel 2009, invece, è davvero imbarazzante.
Strano che sempre più gente scelga di lasciare l’Italia, eh?